Hilton Rome Eur La Lama, l’arte contemporanea entra in hotel
La quinta edizione di LamArte ospita «Marco Manzo. Esistere è cambiare»: fino al 1° dicembre, una mostra gratuita tra gli spazi dell’ospitalità progettati da Fuksas.
Tra la Library e The Blade Bar dell’Hilton Rome Eur La Lama, le opere di Marco Manzo entrano negli spazi del soggiorno e dell’incontro. Dal 23 ottobre al 1° dicembre 2026, l’hotel progettato da Massimiliano Fuksas ospita «Marco Manzo. Esistere è cambiare», protagonista della quinta edizione di LamArte. L’ingresso è gratuito, aperto anche a chi non soggiorna in albergo: un’occasione per scoprire questo indirizzo dell’Eur attraverso l’arte contemporanea, inserendo la visita nel programma di un pomeriggio romano, accanto a una sosta al bar o al ristorante.
Organizzata da Start, Roma, con la consulenza scientifica di Stefania Pieralice, curatrice alla Biennale di Venezia Arte, la personale mette al centro il corpo, la sua struttura e i segni attraverso i quali ciascuno afferma la propria identità. Per chi arriva nella Capitale, aggiunge una tappa contemporanea al soggiorno. Per chi vive in città, offre un motivo per conoscere dall’interno un edificio nel quale l’architettura e gli interventi artistici contribuiscono a definire gli ambienti dell’accoglienza.


La Lama si sviluppa su 16 piani, con proporzioni riconoscibili: 60 metri di altezza, 130 di lunghezza e 16 di larghezza. Sei ascensori panoramici collegano i livelli di una struttura che conta 439 camere e suite. Tra queste, la Presidential occupa due piani e offre una vista che abbraccia Roma. Al piano terra si trovano The Blade Bar e il ristorante The Green, mentre l’offerta comprende fitness e benessere, sette sale riunioni e un collegamento diretto con La Nuvola. Alla vocazione congressuale si affiancano così gli spazi per il soggiorno di piacere e una programmazione culturale rivolta anche al pubblico esterno.
È dall’identità architettonica dell’albergo che ha preso forma LamArte. Il progetto invita periodicamente un artista a esporre per circa due mesi, trasformando alcuni ambienti in una galleria temporanea. Le opere cambiano a ogni edizione, offrendo una ragione per tornare anche senza prenotare una camera. La Library e The Blade Bar diventano le tappe di un percorso da inserire nei tempi del viaggio, tra un appuntamento e una serata in città. L’esposizione entra negli stessi luoghi in cui gli ospiti si fermano, si incontrano e trascorrono una parte del soggiorno.
«Grazie alla sua struttura futuristica e al design innovativo, l’Hilton Rome Eur La Lama si presta naturalmente al dialogo con l’arte», afferma il general manager Paolo Bellè. Il percorso è cominciato due anni fa, con l’intenzione di ampliare il ruolo degli ambienti dell’hotel e dare continuità all’incontro con la creatività. «Oggi LamArte non è più un esperimento. Siamo infatti giunti alla quinta edizione e, con questa mostra, proseguiamo un percorso che mette al centro la creatività e la sperimentazione».
Per questa nuova tappa, Manzo porta in albergo una riflessione sul cambiamento che parte dalla materia del corpo. Tatuatore, scultore e performer, l’artista romano considera il tatuaggio uno strumento di riappropriazione dell’identità in un presente in cui l’immagine personale passa attraverso filtri digitali e rappresentazioni mediatiche. Il segno sulla pelle restituisce, nella sua ricerca, visibilità alla persona e alla sua storia. Il titolo della mostra richiama Henri Bergson e un passaggio dell’Evoluzione creatrice: «Esistere è cambiare, cambiare è maturare, maturare è continuare a creare sé stessi senza fine».


Questa idea prende forma in due nuclei espositivi. Il primo riunisce le lastre radiografiche con tatuaggi, nelle quali il disegno si sovrappone alla struttura ossea attraverso supporti in policarbonato. L’immagine mette in relazione ciò che sostiene il corpo e ciò che ne caratterizza la superficie. Anatomia e segno vengono accostati nella stessa opera, spostando l’attenzione dalla rappresentazione esteriore alla struttura umana. È su questo rapporto che si sviluppa il confronto con l’architettura dell’hotel.
Il secondo nucleo comprende sculture ricavate da modellati e calchi di busti, mani e gambe, successivamente tatuati. Cambiano i materiali: alluminio, bronzo, terracotta e gesso accolgono il segno e ne restituiscono una diversa consistenza. La ricerca si sposta dalla pelle ad altre superfici, conservando il riferimento alla figura umana. Il confronto tra le opere permette di seguire il tatuaggio oltre il suo supporto abituale, nella prospettiva di un riconoscimento come forma d’arte contemporanea che attraversa il lavoro di Manzo.
«La scelta di questa sede, considerata essa stessa un’opera d’arte, mette in dialogo la monumentalità dei grandi edifici con la struttura del corpo e la capacità di abitare lo spazio», spiega l’artista. E chiarisce l’origine delle lastre: «Le radiografie sono nate per la Biennale di Architettura di Venezia, proprio per istituire un paragone tra l’arte del costruire e la struttura umana». La scelta della Lama trova qui una ragione precisa: le proporzioni dell’edificio diventano un termine di confronto per leggere le opere, seguendo il legame tra costruzione, corporeità e spazio abitato.
A questo percorso si aggiunge la proiezione, in anteprima assoluta, di un video di arte performativa realizzato con l’intelligenza artificiale. Le lastre si trasformano in sculture architettoniche in movimento, estendendo sullo schermo la relazione tra anatomia e costruzione. Dopo la sovrapposizione delle immagini radiografiche e il lavoro sui materiali scultorei, la ricerca affronta così un’ulteriore trasformazione, affidata al linguaggio digitale.


La visita incontra anche gli interventi artistici che appartengono agli ambienti dell’hotel: la monumentale stele di Arnaldo Pomodoro all’ingresso principale e il mosaico di Marilù Rebecchini dedicato ai monumenti e agli scorci della Roma antica. La personale si affianca a opere che accompagnano stabilmente l’accoglienza. Per il visitatore, il percorso comprende quindi la mostra e i riferimenti artistici già presenti nella struttura, dal richiamo alla storia della Capitale ai linguaggi della scultura.
Di proprietà di ICARUS S.p.A., già attiva con Hilton Rome Airport e Hilton Garden Inn Rome Airport, La Lama affida a LamArte un appuntamento ricorrente del proprio calendario. Fino al 1° dicembre, il percorso tra la Library e The Blade Bar resta aperto a ospiti e visitatori, con accesso gratuito.





