Hotel de la Ville, Roma d’autore tra Keith Haring e il lusso di Trinità dei Monti
Entrare a Palazzo Braschi quando le sale sono chiuse al pubblico, osservare da vicino le opere di Keith Haring e ascoltare il racconto dei curatori. Poi tornare in via Sistina e ritrovare i simboli dell’artista in un cocktail, davanti al panorama di Roma. All’Hotel de la Ville, il soggiorno si arricchisce di un’esperienza che unisce arte, ospitalità e piacere della scoperta. Il cinque stelle di Rocco Forte Hotels diventa partner culturale della mostra dedicata all’artista statunitense al Museo di Roma, proponendo agli ospiti delle suite un accesso riservato all’esposizione e portando al Cielo Bar tre drink creati per l’occasione.
La collaborazione valorizza un aspetto preciso del viaggio di lusso: il tempo trascorso nella destinazione, la qualità degli incontri e l’accesso a esperienze curate. Il museo e l’albergo partecipano allo stesso racconto, ciascuno con il proprio linguaggio. A Palazzo Braschi si approfondisce il lavoro di uno dei protagonisti dell’arte contemporanea. Sulla terrazza dell’hotel, colori, figure e suggestioni delle sue opere diventano materia per la mixology.


La mostra, aperta dal 6 ottobre 2026 all’11 aprile 2027, riunisce oltre 140 opere e ripercorre la carriera di Haring, dai Subway Drawings ai manifesti politici, dai dipinti alle sculture. La cura è affidata a Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi. Un’attenzione particolare riguarda il rapporto dell’artista con l’Italia e con Roma, città in cui nel 1984 intervenne al Palazzo delle Esposizioni e sulle pareti trasparenti del Ponte Pietro Nenni, lungo la linea A della metropolitana tra Flaminio e Lepanto.
Quei lavori romani, successivamente cancellati, tornano attraverso le fotografie di Stefano Fontebasso De Martino. Il loro carattere effimero aggiunge una ragione alla visita: ritrovare una pagina della storia culturale della Capitale, insieme alle tracce di un artista che cercava il contatto diretto con la vita urbana. Nel percorso compare anche Motorcycle, dipinta a Roma nel 1984, mentre opere e documenti legati a Napoli, Milano e Pisa ricostruiscono altre tappe del suo rapporto con il Paese.
Per gli ospiti delle suite dell’Hotel de la Ville, la visita a porte chiuse offre l’occasione di approfondire questi legami con l’accompagnamento dei curatori. Il valore dell’esperienza risiede nella possibilità di soffermarsi sulle opere e di conoscere le ricerche e le scelte che hanno dato forma all’esposizione. Un incontro ravvicinato con il lavoro museale, oltre che con l’universo di Haring.
«La grandezza di Roma sta nel saper onorare la propria eredità storica, mantenendo al tempo stesso vivo il dialogo con il contemporaneo e il futuro», afferma Anna Gricini, General Manager dell’Hotel de la Ville. «Vogliamo offrire ai nostri ospiti l’opportunità di entrare in contatto con i luoghi, le persone ed esperienze che rendono la città ciò che è oggi. Questa partnership apre un’ulteriore porta sulla Roma di oggi, intrecciando la forza della storia della Capitale alla creatività che ne plasma e alimenta il presente».
È una dichiarazione che chiarisce il ruolo attribuito all’albergo: accompagnare il viaggiatore nella conoscenza della città, mettendo in relazione il soggiorno con la sua vita culturale. Per chi sceglie Roma, l’esperienza si estende oltre la camera e i servizi dell’hotel, fino a comprendere un incontro con le persone che interpretano e raccontano il patrimonio artistico.
Il percorso di Palazzo Braschi restituisce la varietà di un linguaggio riconoscibile anche da chi non frequenta abitualmente i musei. Bambini, cani, figure danzanti, cuori, televisioni e piramidi attraversano la produzione di Haring. La ripetizione dei segni costruisce un vocabolario immediato, che sostiene la sua convinzione dell’arte come esperienza accessibile a tutti.
Nella sezione dedicata alla strada e alla metropolitana, i Subway Drawings dialogano con i sette pannelli Untitled, FDR Drive #10-#16: lamiere dipinte a spray nel 1984 lungo l’East Side di Manhattan. Accanto a questi lavori, il cofano d’auto Three Amigos, del 1982, racconta la libertà con cui Haring sceglieva superfici e supporti. Il contesto urbano appartiene alla nascita stessa delle opere, al loro ritmo e al rapporto con chi le osserva.
La dimensione civile emerge nei lavori dedicati all’antirazzismo, alla lotta contro l’apartheid, al disarmo nucleare, alla prevenzione dell’AIDS e ai diritti LGBTQ+. Manifesti e immagini traducono questioni sociali in una comunicazione diretta. Il racconto passa poi al corpo, al desiderio e alla gioia di vivere, con dipinti e serie in cui movimento e colore assumono un ruolo centrale. Alcune opere realizzate con pigmenti fluorescenti e colori Day-Glo vengono presentate con luce nera, ricreando l’effetto visivo immaginato dall’artista.
Sculture, oggetti, collaborazioni musicali e progetti pubblici approfondiscono l’idea dell’arte per tutti. Il Mural for the Mount Sinai Hospital, creato per i bambini, introduce il rapporto tra creatività, cura e conforto. Il nucleo simbolico e spirituale comprende invece piramidi, totem e immagini legate alla religione, alla morte e alla trasformazione, fino ad Altarpiece: The Life of Christ, del 1990. Ne emerge un ritratto che conserva la forza dei simboli più celebri e restituisce la complessità dei temi affrontati da Haring.
Al rientro in hotel, il racconto cambia ambiente. Il Cielo Bar, rooftop con vista sulla Capitale, accoglie una cocktail list firmata dal Director of Mixology Simone Di Serio. Tre ricette prendono il nome da altrettanti simboli dell’artista e ne interpretano colori, contrasti aromatici e consistenze. L’aperitivo diventa una continuazione dell’esperienza culturale, inserita nella vita dell’albergo e nel paesaggio della città.



Barking Dog combina Aperitivo Leta, Mancino Ambrato Vermouth, Bulldog London Dry Gin e fragole. Tree of Life riunisce Altamura Vodka, blue curaçao, rosmarino e limone. Radiant Baby accosta Adriatico amaretto zero alcohol, Strucchi bitter bianco, succo di lime, ananas, vaniglia e velvet magic foam. Le ricette sviluppano tre interpretazioni distinte, tra componenti fruttate, note erbacee, agrumi e una lavorazione che coinvolge anche la consistenza del drink.
La terrazza offre il contesto per questa rilettura. Dopo le sale del museo, la vista di Roma accompagna un momento conviviale, con il servizio e l’attenzione al dettaglio propri dell’indirizzo Rocco Forte. Il richiamo a Haring resta riconoscibile nei nomi dei cocktail e nella ricerca sensoriale, senza richiedere al visitatore di interrompere il piacere dell’aperitivo.
L’Hotel de la Ville si trova in un palazzo del XVIII secolo, in cima alla Scalinata di Trinità dei Monti. È una posizione che inserisce il soggiorno nel cuore della Roma monumentale e dello shopping, con Piazza di Spagna ai piedi della scalinata e via Sistina come punto di partenza per esplorare il centro. La partnership con Palazzo Braschi aggiunge a questo contesto un’occasione per leggere la città attraverso l’arte contemporanea.
Le 104 camere e suite appartengono a un progetto di interni firmato da Tommaso Ziffer in collaborazione con Olga Polizzi. Il riferimento è il Grand Tour, reinterpretato in chiave contemporanea. La tradizione del viaggio culturale entra così nell’identità dell’hotel e trova nella collaborazione con la mostra una nuova espressione: il soggiorno a Roma conserva il piacere della scoperta, con esperienze pensate per approfondire il rapporto con la destinazione.
La proposta gastronomica, curata da Fulvio Pierangelini, comprende Cielo Restaurant and Bar, Mosaico, Julep Bar e Café Ginori. Gli indirizzi offrono occasioni diverse per vivere l’albergo, dalla ristorazione al cocktail. Café Ginori, al piano terra accanto alla boutique del marchio, inserisce nel soggiorno un ulteriore legame con il design e con la dimensione lifestyle. Il Cielo, con il suo panorama, assume invece un ruolo centrale nella nuova esperienza dedicata a Haring.
Il benessere trova spazio nell’Irene Forte Spa, che si estende su 550 metri quadrati. Dopo la visita al museo e le passeggiate nel centro, la spa aggiunge un momento dedicato alla cura di sé. Cultura, ristorazione e wellness compongono un soggiorno articolato, nel quale l’ospite sceglie tempi e interessi senza perdere il contatto con la città.
La collaborazione culturale riflette anche l’approccio di Rocco Forte Hotels, fondato nel 1996 da Sir Rocco Forte e Olga Polizzi: alberghi con un’identità legata ai luoghi che li ospitano e un servizio orientato alla scoperta del territorio. All’Hotel de la Ville, questa visione prende forma nell’incontro con i curatori, nell’attenzione agli interni e nella proposta gastronomica.
La mostra di Palazzo Braschi, promossa da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta e organizzata dalla Sovrintendenza con MondoMostre e con il supporto di Zètema Progetto Cultura, offre il contenuto artistico di questa esperienza. L’hotel ne amplia le occasioni di incontro per i propri ospiti, affiancando la visita riservata a un omaggio creativo al Cielo Bar.Fra le opere di Haring, le sale di un palazzo settecentesco e una terrazza affacciata sulla Capitale, il soggiorno acquista così una sequenza precisa di esperienze. Il tempo dedicato all’arte prosegue nella conversazione, nell’aperitivo e nella scoperta di Roma. È questo rapporto tra la città e l’albergo a dare carattere alla proposta dell’Hotel de la Ville




