Perugia, l’Hotel Rosetta entra in Hilton e diventa 5 stelle

Nel cuore di Perugia, dove la pietra rinascimentale custodisce secoli di storie e passaggi, lo scorso novembre segna l’inizio di un nuovo racconto all’insegna dell’hotellerie d’alta fascia. Una delle storiche strutture di piazza Italia, il Rosetta Hotel Perugia, riapre le sue porte e lo fa con una voce rinnovata, entrando nella Tapestry Collection by Hilton e affermandosi come una delle aperture più significative dell’ospitalità italiana contemporanea.

Anche se dall’esterno la grande insegna vicino ai giardini Carducci rende ben visibile la struttura, il vero valore aggiunto sta in quella sorta di hortus conclusus nascosto agli occhi dei più, una sorta di “piazzetta” nascosta che precede l’ingresso – sia dell’hotel che dei ristoranti Casa Vannacci e Sushi Umbro – e dà un tocco di grande convivialità informale. All’interno sono due i fili conduttori: il cashmere (presente nella hall) e la musica (dai rimandi a Umbria Jazz alla prossima creazione di un jazz club).

Nato nel 1922 e per decenni punto di riferimento della vita cittadina, l’Hotel Rosetta non si limita a tornare, con una stella in più (diventando il secondo hotel a 5 stelle dopo il vicino Sina Brufani): si trasforma, grazie all’azione congiunta della proprietà – gli imprenditori Rodolfo Mencarelli e Simone Fittuccia – e la general manager Angela Lollini. Il progetto firmato OVRE Design reinterpreta l’anima storica dell’edificio con uno sguardo colto e libero, dando vita a quello che viene definito un urban narrative hotel: uno spazio in cui design, memoria e accoglienza si intrecciano in una narrazione coerente e profondamente sensoriale.

La metafora che guida l’intero intervento è quella della cool-nana: una figura (Rosetta, appunto) che non rincorre la giovinezza, ma la reinventa con consapevolezza, stile e ironia. Così gli interni dialogano con le preesistenze rinascimentali attraverso palette materiche contemporanee, luci teatrali, dettagli artigianali umbri reinterpretati e oggetti che sembrano portare con sé una vita precedente. Ogni ambiente è pensato come un set, ogni spazio come una scena che invita l’ospite a fermarsi, osservare, ricordare.

Le 70 camere diventano luoghi intimi di racconto, mentre l’offerta gastronomica e culturale apre l’hotel alla città: Casa Vannucci celebra la tradizione, Sushi Umbro gioca con contaminazioni glocal, il Cloud Bar si affaccia su Perugia come un punto di osservazione sospeso, e un angolo vinile restituisce al tempo il piacere dell’ascolto lento. A completare la visione, l’imminente apertura di un Jazz Club rafforzerà la vocazione musicale e relazionale della struttura.

Rosetta guarda al futuro anche attraverso la responsabilità: il percorso verso la certificazione GBC Historic Building testimonia la volontà di coniugare tutela del patrimonio, sostenibilità ambientale ed efficienza energetica, senza mai tradire l’identità originaria dell’edificio. Il claim “Where Stories Stay” non è solo una promessa, ma una dichiarazione d’intenti. Rosetta Hotel Perugia si propone come un luogo in cui le storie non passano, ma restano: negli spazi, nei dettagli, nella memoria degli ospiti. Un nuovo landmark per la città, un ponte tra Umbria e mondo, e un capitolo inedito dell’ospitalità firmata Hilton, dove il lusso è prima di tutto esperienza, racconto e appartenenza.





