Teritoria, l’ospitalità che lascia il segno

Oltre 300 Maisons & Tables sensationnelles dove soggiorni, cucina e territorio diventano esperienze da ricordare

Può un viaggio essere raccontato soltanto attraverso il luogo in cui si dorme o il ristorante in cui si mangia? Per Teritoria, la risposta è no. La nuova idea di ospitalità della collezione francese, che riunisce oltre 300 Maisons & Tables sensationnelles, mette al centro ciò che accade oltre il servizio: le sensazioni, gli incontri, la sorpresa e quella dimensione personale che trasforma un soggiorno in un ricordo. L’esperienza diventa così il vero elemento distintivo. Un ambiente, un profumo, un sapore, il racconto di chi vive il territorio ogni giorno possono lasciare un’impressione più duratura di qualsiasi itinerario programmato. È un approccio all’ospitalità particolarmente attuale, in cui la tecnologia può aiutare a scegliere una destinazione, ma non può anticipare ciò che proveremo una volta arrivati. La collezione interpreta questa filosofia attraverso luoghi molto diversi tra loro. In Franciacorta, il Convento dell’Annunciata Wine Retreat porta nel paesaggio del Monte Orfano, tra mura rinascimentali, vigneti e uliveti, dove il silenzio e la degustazione diventano parte di un’esperienza di profonda connessione con la natura.

A Genova, Etra, ospitato nel Palazzo Doria de Fornari, unisce arte contemporanea e cucina d’autore dello chef Davide Cannavino, trasformando il ristorante in una sorta di camera delle meraviglie. A Matera, Corte San Pietro interpreta invece il fascino della storia attraverso ambienti scavati nella roccia e l’accoglienza di Marisa e Fernando Ponte, custodi di racconti e conoscenze legate alla città. A Trevignano Romano, La Parolina di Iside De Cesare e Romano Gordini porta in tavola una cucina che parte dalle radici laziali e dialoga con le tradizioni dell’Italia centrale. La stessa ricerca prosegue in Francia: dal calore del Relais des Trois Châteaux, nella Valle della Loira, alla quiete della bastide settecentesca di La Magdeleine, a Gémenos, dove natura e cucina stellata dello chef Mathias Dandine convivono in un contesto raffinato. Nei Paesi Baschi, l’Hôtel Ithurria racconta invece un’identità familiare e territoriale attraverso la cucina di Xavier Isabal, mentre in Borgogna Château de Besseuil intreccia architettura, cultura del vino e gastronomia. Sono esperienze differenti, ma accomunate dalla stessa idea: l’ospitalità non si esaurisce in ciò che viene offerto, ma prende forma nelle emozioni che riesce a generare. È quella traccia, spesso inattesa, che continua a vivere anche dopo il ritorno a casa.

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