Hilton Rome Eur La Lama, LamArte trasforma l’hotel in spazio culturale
Maurizio Savini firma Interno domestico, in esposizione fino al 2 giugno
A Roma, nel cuore dell’EUR, tra geometrie razionaliste e architetture visionarie, Hilton Rome Eur La Lama consolida il suo posizionamento come hub contemporaneo dove ospitalità, design e cultura convivono in modo fluido. Qui prende forma la nuova edizione di LamArte, progetto che trasforma l’hotel in una piattaforma espositiva viva, capace di attrarre non solo viaggiatori ma anche un pubblico locale sempre più attento alle contaminazioni tra arte e lifestyle. Fino al 2 giugno, protagonista è Maurizio Savini con “Interno domestico”, mostra curata da Valentina Ciarallo.
La Library dell’hotel diventa il fulcro dell’esperienza. Non una semplice sala, ma uno spazio pensato per accogliere narrazioni visive che dialogano con linee architettoniche nette e materiali contemporanei. Qui le opere di Savini, realizzate tra il 2021 e il 2026, costruiscono un percorso immersivo. L’artista lavora sulla trasformazione della materia e sul rapporto tra naturale e artificiale. Il suo segno distintivo resta l’uso del chewing gum, reinterpretato come materiale scultoreo capace di raccontare consumo, memoria e mutazione.
Le sculture della serie Interno domestico definiscono il cuore concettuale della mostra. Appaiono come frammenti di architetture, ruderi contemporanei che interrogano il concetto di abitare. Ogni opera nasce da un blocco di cemento recuperato. L’intervento artistico non cancella il passato, lo stratifica. Il risultato è un insieme di volumi essenziali, quasi reliquie, che evocano una domesticità sospesa. Lo spazio diventa mentale prima che fisico. Chi osserva entra in un territorio fatto di tracce, ricordi e tensioni silenziose.
Accanto a questo nucleo si sviluppa Architettura distopica. Una sequenza di sculture verticali polimateriche, dominate da nuance rosa, si impone nello spazio come presenza totemica. Le forme ricordano edifici possibili ma irrealizzabili. Sono visioni urbane in equilibrio tra costruzione e rovina. In questo dialogo continuo tra interno ed esterno emerge una riflessione sulla città contemporanea, vista come luogo di protezione ma anche di limite.
Tra le opere più incisive si distingue Esodo. Un ex portabagagli trasformato in grata diventa simbolo di movimento negato. Il tema della migrazione si traduce in una tensione visiva forte. Il viaggio si interrompe, lo spazio si chiude. L’opera richiama il bisogno umano di appartenenza e allo stesso tempo la spinta a delimitare. Qui Savini introduce anche una variazione materica. Accanto al chewing gum compare la gomma arabica pura. Più rigida, meno malleabile, impone tempi lenti e un controllo diverso. La ricerca si fa più austera, più radicale.



Il percorso si amplia con Disegni per una pandemia. Qui la pittura diventa strumento di osservazione. Le opere su carta, realizzate con tempera, olio e foglia d’oro, restituiscono immagini sospese. Il segno registra una condizione condivisa. Fragilità e resistenza convivono sulla superficie. La stessa tensione si ritrova nelle miniature, dove il formato ridotto crea un rapporto intimo con l’opera. Avvicinarsi diventa parte dell’esperienza. Lo sguardo si concentra, il tempo rallenta.
Con Due ali due mani, Savini introduce una riflessione sul tempo e sui processi naturali. Le opere nascono da strutture alveolari svuotate del miele. Su queste superfici organiche interviene con un sistema di punti ispirato alla sequenza di Fibonacci. Ne derivano mappe complesse, dove ordine matematico e crescita naturale convivono. È un dialogo tra controllo e spontaneità.
Il percorso include anche un lavoro tessile. Un tappeto in cui elementi come trombe e fiori si intrecciano in una composizione sospesa tra forma e suono. Nelle sculture più recenti, come Elefanti e Tartaruga, emerge una dimensione più ironica. Gli animali, modellati nel chewing gum rosa, diventano simboli di una natura trasformata. Attivano associazioni visive immediate e allo stesso tempo stratificate.
LamArte si inserisce in un contesto architettonico che amplifica il valore dell’esperienza. L’hotel, alto 60 metri e sviluppato su 16 piani, si distingue per una struttura lunga 130 metri e larga 16. Le linee nette dialogano con sei ascensori panoramici che attraversano lo spazio verticale. Le 439 camere e suite, tra cui una Presidential distribuita su due livelli, offrono una vista ampia sulla città. Gli ambienti comuni, dal bar The Blade al ristorante The Green, costruiscono un racconto coerente dove design e comfort si incontrano.
Il collegamento diretto con La Nuvola rafforza la vocazione dell’hotel come polo strategico per eventi e business travel. A questo si aggiungono sette sale riunioni, un’area fitness e servizi wellness che completano l’offerta. La proprietà, ICARUS S.p.A., consolida così un sistema che integra ospitalità e contenuti culturali.
LamArte non è una semplice esposizione. È un dispositivo narrativo che ridefinisce il concetto di soggiorno. L’ospite non vive solo uno spazio, lo attraversa. L’arte diventa parte dell’esperienza quotidiana. Il viaggio si arricchisce di significati. In questo equilibrio tra estetica e funzione, Hilton Hotels & Resorts rafforza una strategia che punta su identità, contenuti e relazione con il territorio.





