Hotel Metropole Taormina, 150 anni di charme tra storia, identità, lusso autentico e cinema
Un antico monastero, un anello d’oro scomparso, il Grand Tour e il cinema internazionale. Tutte le vite di una dimora affacciata sul Mediterraneo. La General Manager Giuseppina Costantino racconta l’evoluzione di una dimora simbolo dell’ospitalità siciliana
Nel cuore medievale di Taormina, l’Hotel Metropole celebra un secolo e mezzo di ospitalità. Un boutique hotel indipendente che rinnova i propri spazi senza cancellare le tracce del passato. Tra reperti archeologici, terrazze affacciate sulla Baia di Naxos, cucina siciliana, cultura e design contemporaneo, la General Manager Giuseppina Costantino racconta l’identità di una dimora che ha attraversato i secoli.
Ci sono alberghi che occupano un edificio e altri che sembrano appartenere alla città da sempre. Il Metropole rientra nella seconda categoria. Sorge accanto alla Torre dell’Orologio, lungo Corso Umberto, nel punto in cui il nucleo medievale incontra la luce del Mediterraneo. Dietro la facciata di questo palazzo settecentesco si sovrappongono epoche, persone e racconti che conducono dagli insediamenti medievali al Grand Tour, dalla nobiltà europea al cinema internazionale.
Nel 2026 la struttura festeggia 150 anni dalla nascita del Grand Hotel Metropole Maison Suisse, inaugurato nel 1876. L’anniversario rappresenta il nuovo capitolo di una storia iniziata ben prima, tra un monastero del Trecento, una dimora aristocratica, reperti greci e romani, carrozze, viaggiatori e decenni di silenzio.

A custodire e interpretare questa eredità è Giuseppina Costantino, presente nell’hotel fin dalla riapertura del 25 luglio 2010 e alla guida della struttura dal 2020. Il suo ruolo va oltre la gestione quotidiana. Conosce l’edificio, le sue trasformazioni e il carattere di un’ospitalità che nasce dal rapporto personale con gli ospiti e con Taormina. «Il centocinquantesimo anniversario del Metropole non è per noi una semplice ricorrenza. È l’occasione per riaffermare il valore di un’identità costruita nel tempo e proiettarla con coerenza verso il futuro», racconta la General Manager. «In un mercato in cui il lusso è rappresentato principalmente dai grandi brand, essere un hotel indipendente ci consente di preservare un carattere autentico e una libertà progettuale che costituiscono il nostro principale elemento distintivo».
La storia del palazzo sostiene questa visione. Nel Trecento l’edificio era un monastero, collegato attraverso un sottopassaggio al convento dei frati agostiniani di Piazza Sant’Agostino. Uno dei cunicoli è ancora visibile e conserva la memoria della fase più antica della dimora. Camminare nel Metropole significa attraversare corridoi medievali, incontrare colonne di origine romana e frammenti di colonne doriche greche, osservare le antiche finestre del convento aperte verso il mare. «Raccontiamo la nostra storia trasformando l’heritage dell’hotel in un’esperienza autentica e irripetibile», spiega Costantino. «L’ospite, passeggiando nei nostri corridoi del XIV secolo, tra colonne romane e frammenti di colonne doriche greche, entra in una storia viva che attraversa i secoli. Il racconto che lo accompagna non è un semplice storytelling. Nasce dalla conoscenza, dal senso di appartenenza e dalla consapevolezza dell’eredità che custodiamo. È una narrazione che appartiene a questa dimora, a Taormina e alla Sicilia».
Nel Settecento il palazzo divenne la residenza del giureconsulto e archeologo Biagio De Spuches. Lo studioso vi custodiva reperti provenienti dal Teatro greco romano e una raccolta di monete antiche. A questo periodo risale una storia sospesa tra documentazione e leggenda. Agli inizi del secolo, nella chiesa di San Pancrazio, costruita nell’area in cui sorgeva il tempio di Giove Serapide, venne rinvenuto un anello d’oro. Un’iscrizione lo attribuiva al sacerdote responsabile dei riti del tempio. L’anello entrò nella collezione di De Spuches, poi scomparve. Secondo una tradizione locale sarebbe ancora nascosto sotto il pavimento del palazzo. Una presenza invisibile che aggiunge un elemento di mistero alle pietre della dimora, senza trasformare la storia in decorazione.
Il palazzo passò in seguito alla famiglia Paladini e divenne la locanda Bellevue, considerata la prima di Taormina. Qui trovavano accoglienza i viaggiatori arrivati in Sicilia durante il Grand Tour, attratti dalla stratificazione culturale dell’isola, dalle rovine classiche e da una natura che aveva già conquistato artisti, scrittori e aristocratici. Nel 1876 la locanda assunse il nome di Grand Hotel Metropole Maison Suisse. Divenne un riferimento per la nobiltà europea e partecipò alla nascita della vocazione internazionale di Taormina. Il termine Metropole, composto dalle parole greche mḗtēr, madre, e pólis, città, significa “madre della città”. Un nome che oggi sintetizza il legame tra l’albergo e una destinazione divenuta icona del viaggio mediterraneo. Il Metropole rimase in attività fino al 1971. La chiusura aprì un lungo periodo di oblio durato trentanove anni.
Nel 2010 un progetto di recupero riportò la dimora alla sua funzione originaria. Il restauro preservò gli elementi archeologici e architettonici, comprese le colonne romane e la scenografica scala settecentesca in marmo rosso di Taormina. Lo stesso ingresso conserva la memoria dello spazio attraversato un tempo dalle carrozze trainate dai cavalli. La riapertura segnò l’inizio di una nuova stagione. L’architettura storica venne affiancata da un design contemporaneo, sobrio e funzionale, studiato per lasciare spazio alla luce e al paesaggio. Il mare appare fin dall’arrivo. Entra negli ambienti attraverso le aperture, accompagna gli ospiti lungo le terrazze e diventa parte del progetto d’interni.
Oggi l’Hotel Metropole dispone di 24 camere e suite, diverse per dimensioni, configurazione e atmosfera. Questa varietà deriva dalla struttura storica dell’edificio e rafforza la natura boutique dell’indirizzo. Le sistemazioni si sviluppano tra cielo e mare, con ambienti luminosi, proporzioni armoniose e vedute che raggiungono la costa, la Baia di Naxos e l’Etna.



La scala ridotta permette di costruire un rapporto diretto con l’ospite. Il soggiorno non segue una formula rigida. Nasce dall’ascolto, dalla conoscenza delle abitudini individuali e da un servizio presente senza diventare invadente. È un lusso espresso attraverso il tempo, la privacy e la cura del dettaglio.
Nel 2024 un cambio di proprietà ha aperto una fase ulteriore. La nuova proprietà, legata alla Sicilia e alla tutela del patrimonio alberghiero taorminese, ha scelto una gestione diretta e indipendente. Il progetto guarda al lungo periodo e mette al centro il rapporto con il territorio. Tra il 2025 e il 2026 gli spazi comuni sono stati interessati da un nuovo intervento di riqualificazione. La hall, il Bellevue Bar e il Bellevue Restaurant, utilizzato anche come sala per la prima colazione, sono stati ripensati con arredi e linguaggi contemporanei. Il progetto conserva il carattere storico del palazzo, evitando contrasti gratuiti. Le nuove tonalità mediterranee, i materiali, la luce e le geometrie dialogano con le murature antiche e con il panorama.
«Il viaggiatore luxury contemporaneo ricerca un’esperienza che abbia profondità, identità e autenticità», osserva la GM. «Il restyling del Metropole nasce da questa consapevolezza. Non volevamo creare ambienti semplicemente eleganti, ma spazi capaci di esprimere la storia del luogo attraverso un linguaggio attuale». L’identità rinnovata non cerca di imitare i grandi alberghi internazionali. Punta sulle dimensioni raccolte, sul carattere della dimora e sul rapporto umano. «La dimensione boutique rappresenta oggi un valore sempre più ricercato, perché permette di offrire un’accoglienza personalizzata, relazioni autentiche e un livello di attenzione difficilmente replicabile nelle realtà più grandi. A Taormina, il patrimonio storico e il legame con il territorio sono elementi imprescindibili».
Costantino individua nel concetto di connessione il centro della competitività futura. «Il lusso non si misura più attraverso gli standard materiali. Si riconosce nella capacità di creare relazioni sincere con la destinazione. È questa autenticità, discreta e profonda, a rendere speciale un soggiorno». Il punto in cui tale relazione diventa visibile è la terrazza panoramica. Il Bellevue Bar unisce l’hotel alla vita di Taormina e accoglie ospiti internazionali, residenti e visitatori. Ogni giorno, dalle 18.30 al tramonto, il Tapas Bar propone un momento informale e curato affacciato sul mare. L’aperitivo segue il mutare della luce, mentre il profilo dell’Etna e la costa compongono lo scenario.
Il Bellevue Bar recupera nel nome la prima vocazione alberghiera della dimora. Non è uno spazio riservato agli ospiti delle camere. È un luogo d’incontro, pensato per partecipare alla vita della città. Al tramonto l’atmosfera diventa più conviviale. Il servizio, la musica, i cocktail e le proposte gastronomiche accompagnano il passaggio dal giorno alla sera.
La stessa apertura anima il Bellevue Restaurant, accessibile anche alla clientela esterna. La sala e la terrazza guardano la Baia di Naxos, Taormina, il profilo del Teatro greco romano e l’Etna. Il paesaggio non rappresenta uno sfondo aggiunto, ma detta il ritmo dell’esperienza, dalla colazione alla cena.
La cucina nasce dalla Sicilia e ne rilegge il patrimonio con sensibilità contemporanea. Gli ingredienti arrivano da piccoli produttori locali e seguono la stagionalità. Il mare e l’entroterra convivono in piatti costruiti attorno a sapori riconoscibili, lavorazioni misurate e materie prime selezionate ogni giorno. L’obiettivo consiste nel conservare la nitidezza dei prodotti e la loro identità. Il ristorante evita l’ostentazione. Cerca una cucina legata al territorio, capace di raccontare la vitalità siciliana attraverso profumi, consistenze e ricette rielaborate. La vista accompagna il servizio, mentre la terrazza invita a vivere il pasto con lentezza. La colazione propone lo stesso rapporto diretto con il paesaggio. Al mattino la luce raggiunge la sala e apre lo sguardo verso il mare.
L’offerta wellness comprende una Spa con hammam disponibile a uso privato, coerente con la dimensione intima dell’hotel. Il benessere viene vissuto come tempo riservato, lontano dalle aree affollate dei resort di grandi dimensioni. A completare l’esperienza c’è l’infinity pool, proiettata verso il Mediterraneo e disegnata per creare continuità tra l’acqua della piscina e il blu della costa.
A breve distanza dal Metropole, l’ospitalità si estende a Villa Conrad. La residenza dei primi del Novecento appartenne all’ufficiale inglese Basil Conrad e venne acquisita dalla proprietà nel 2019. Il restauro, iniziato nel 2021, è durato oltre due anni. Dal 2025 la villa affianca l’offerta dell’hotel con nove camere.
Villa Conrad combina il fascino della dimora storica con un design contemporaneo e un’atmosfera riservata. È indirizzata a chi cerca privacy e tranquillità nel cuore medievale di Taormina, mantenendo l’accesso ai servizi del Metropole. Le nove camere ampliano l’offerta senza alterare la dimensione raccolta del progetto. La villa funziona come rifugio autonomo e, nello stesso tempo, come parte della stessa filosofia di accoglienza. La collocazione nel centro cittadino consente agli ospiti di vivere Taormina a piedi. Corso Umberto, Piazza IX Aprile, le chiese, le botteghe e i palazzi si raggiungono uscendo dall’albergo. Questo rapporto immediato con la destinazione assume un valore centrale nell’idea di lusso promossa dalla struttura.
Il Metropole non si limita a osservare la città dalla propria terrazza. Da sedici anni partecipa alla sua vita culturale attraverso la partnership con il Taormina Film Festival. Cinema e ospitalità si incontrano in uno dei periodi più vivaci della stagione, quando la città accoglie attori, registi, produttori e personalità internazionali.




Per Giuseppina Costantino, il legame con il Festival esprime una precisa idea di hotellerie. «Credo che oggi un hotel di lusso non possa limitarsi a offrire un servizio impeccabile. Deve essere un luogo capace di generare emozioni, creare connessioni e partecipare alla vita culturale della destinazione in cui si inserisce. Il viaggio contemporaneo nasce sempre più dal desiderio di vivere esperienze autentiche e significative. La cultura rappresenta uno dei linguaggi più incisivi per costruire questo valore». Taormina possiede un rapporto storico con il cinema, alimentato dalle produzioni, dalle presenze internazionali e dal Festival. L’immagine della città ha viaggiato attraverso il grande schermo, contribuendo a consolidarne il fascino nel mondo. «Il cinema ha una straordinaria capacità di costruire l’immaginario delle destinazioni. Attraverso il cinema, i luoghi acquistano un’identità che supera la loro dimensione geografica. Diventano simboli e memoria collettiva». Il Festival rappresenta uno dei momenti in cui la vocazione internazionale della città torna a manifestarsi con maggiore intensità. «Il Taormina Film Festival costituisce da sempre una parte essenziale dell’identità di questa città. È una manifestazione che ha saputo costruire una storia prestigiosa, portando a Taormina protagonisti del cinema internazionale e consolidando un dialogo costante tra cultura, arte, ospitalità e glamour». La partnership, proseguita per sedici anni, ha trasformato il Metropole in uno dei luoghi legati alla vita sociale e culturale della manifestazione. «Per noi essere partner del Festival significa più che sostenere un evento. Significa condividere una visione e contribuire, anno dopo anno, a mantenere vivo quel patrimonio culturale».
L’obiettivo guarda oltre il calendario della manifestazione. «Sono convinta che gli hotel debbano diventare spazi aperti, luoghi in cui arte, musica, cinema e letteratura dialoghino con l’ospitalità. Questa contaminazione trasforma il soggiorno in un’esperienza. Quando un ospite lascia il Metropole, desideriamo che porti con sé il ricordo di un’accoglienza eccellente e l’emozione di aver vissuto, anche per pochi giorni, il respiro culturale e l’anima più autentica del territorio».
Al centro di questa esperienza restano le persone. In una struttura con 24 camere, ogni gesto diventa visibile e incide sulla percezione dell’ospite. La continuità del team, la conoscenza della casa e la capacità di anticipare le esigenze definiscono la qualità del servizio. Costantino guida l’hotel attraverso un modello manageriale fondato sull’ascolto. La sua presenza al Metropole in questi anni le ha permesso di accompagnare l’evoluzione della struttura, conoscere ogni reparto e costruire un rapporto diretto con i collaboratori. «Credo che la leadership non si misuri attraverso l’autorità, ma attraverso la persuasione», afferma. «La capacità di ispirare, valorizzare e creare un ambiente nel quale ogni persona riesca a esprimere il proprio talento rientra tra i doveri di un manager. Il mio è uno stile di leadership gentile, fondato sull’ascolto, sull’empatia e sulla presenza costante. L’autorità va esercitata con rispetto, equilibrio e sensibilità».
La dimensione indipendente richiede competenze trasversali e una squadra capace di interpretare il carattere dell’hotel. Ogni reparto contribuisce allo stesso racconto, dall’accoglienza alla ristorazione, dal servizio in camera alla cura degli spazi. «In un boutique hotel, dove ogni dettaglio racconta un’identità e ogni esperienza viene costruita su misura per l’ospite, il capitale umano rappresenta il valore più prezioso. Considero fondamentali la fiducia reciproca, la responsabilizzazione e la formazione continua. Quando le persone si sentono ascoltate, coinvolte e valorizzate, sviluppano il desiderio di crescere, contribuire con passione a un progetto comune e sentirlo proprio».
Il tema della leadership femminile entra nel suo racconto senza formule astratte. Si traduce nella capacità di riconoscere le qualità individuali e coordinare personalità differenti. «Ritengo che una leadership femminile porti con sé una particolare capacità di leggere le persone e armonizzare competenze e sensibilità diverse. È il lavoro di un direttore d’orchestra che deve riuscire a far esprimere a tutti gli strumenti la melodia migliore».
Il benessere interno diventa parte del servizio offerto agli ospiti. «L’eccellenza è il riflesso naturale del benessere del team. Non dobbiamo mai perderlo di vista. Collaboratori motivati, orgogliosi del proprio lavoro e consapevoli del valore che esprimono ogni giorno trasformano un soggiorno in un’esperienza e un hotel in una casa».
Nell’anno del centocinquantesimo anniversario, il Metropole si presenta quindi come una dimora storica entrata in una fase nuova. Il restyling, Villa Conrad, la gestione indipendente, l’apertura alla città e il rapporto con il Taormina Film Festival compongono una strategia comune. Preservare l’identità senza cristallizzarla. Aggiornare il servizio senza uniformarlo. Parlare a un viaggiatore internazionale senza perdere il legame con la Sicilia.





Nel mercato globale, segnato dall’espansione dei grandi gruppi alberghieri, questa indipendenza offre libertà e impone responsabilità. Il Metropole deve sostenere standard internazionali, visibilità e innovazione mantenendo una voce riconoscibile. «La sfida più importante sarà continuare a coniugare identità e innovazione», chiarisce Costantino. «Un boutique hotel indipendente ha il privilegio e la responsabilità di custodire la propria personalità, la propria storia e il contatto con il territorio». La General Manager guarda a un lusso meno legato all’opulenza e più attento alla qualità delle relazioni. «Il lusso del futuro sarà sempre meno opulento. Si costruirà sulla qualità del tempo, sulla discrezione del servizio e sull’autenticità delle relazioni. L’ospite vorrà entrare in contatto con l’anima della destinazione scelta, comprenderne la storia e respirarne la bellezza».
È qui che i 150 anni smettono di essere una data celebrativa e diventano materia del soggiorno. Il passato affiora nei corridoi medievali, nei reperti, nella scala di marmo rosso, nell’ingresso delle antiche carrozze e nel nome Bellevue. Il presente vive nel design, nella cucina, nel servizio, negli incontri al tramonto e nella programmazione culturale. «Il Metropole dovrà continuare a essere un albergo di eccellenza, un custode della memoria e un interprete del presente», conclude Costantino. «Innovare senza tradire la nostra identità, investire nelle persone prima ancora che nelle infrastrutture e trasformare ogni soggiorno in un’esperienza culturalmente significativa attraverso il racconto. Questa sarà la nostra sfida più ambiziosa e il nostro più grande privilegio».
Dalla terrazza, Taormina appare nella sua successione di tetti, pietra, mare e rilievi. L’Etna domina la distanza, mentre la Baia di Naxos cambia colore durante il giorno. Dentro l’hotel, le epoche continuano a convivere. Il monastero, la dimora di De Spuches, la locanda Bellevue e il Grand Hotel Metropole Maison Suisse appartengono alla stessa storia.
A centocinquant’anni dalla nascita, il Metropole resta fedele alla propria vocazione. Accoglie il viaggiatore dentro Taormina, invece di separarlo dalla città. Offre il privilegio di abitare per alcuni giorni in un luogo che conserva la memoria dell’isola, interpreta il presente e guarda al futuro con l’eleganza discreta di una casa dalla voce propria.





