Hotellerie e cinema: a Roma la nuova collaborazione firmata Rocco Forte Hotels e Cinecittà
A volte, basta un dettaglio per capire che una città non smette mai di essere un set. Roma lo sa bene: ogni strada è una scena, ogni palazzo un fondale, ogni tramonto una luce di regia. Quest’anno, però, quel fascino cinematografico prende una forma nuova e sorprendente. Gli Studios di Cinecittà portano la magia del cinema tra le mura di uno degli indirizzi più raffinati della capitale: l’Hotel de la Ville, la gemma romana di Rocco Forte Hotels affacciata su Trinità dei Monti.
“Roma, il set eterno” non è solo un titolo: è un racconto visivo, un viaggio sensoriale, un omaggio alla città che per decenni ha affascinato produttori, registi, attori e viaggiatori. L’hotel diventa così una casa del cinema, un luogo dove l’ospitalità incontra la memoria collettiva del grande schermo. Il risultato è un progetto scenografico unico, pensato e realizzato dalle maestranze di Cinecittà – quelle mani esperte che da quasi un secolo trasformano legno, stoffa, ferro e luce in sogni.
Appena oltre la soglia, l’atmosfera cambia. Al piano terra prende vita “La Roma dei Papi”, un ambiente che richiama la solennità e il fascino di produzioni iconiche come Conclavedi Edward Berger e The Young Pope di Paolo Sorrentino. Rivestimenti profondi, simboli e riferimenti evocano una Roma spirituale e silenziosa, la stessa che custodisce storia, fede e potere.
Pochi passi più avanti, nella corte interna, esplode “La Roma dei Gladiatori”. Qui si respira l’eco di Ben-Hur di William Wyler e Quo Vadis? di Mervyn LeRoy, due film che hanno definito l’immaginario epico della Roma antica. Colonne, archi, materiali scenici e dettagli artigianali trasformano l’hotel in una piccola arena, dove l’immaginazione sfida il tempo.






Poi arriva la nostalgia più dolce: “La Hollywood sul Tevere”. Una Roma glamour, frizzante, indimenticabile. La dolce vita, Vacanze romane, la Bocca della Verità, via Veneto, i flash, le Vespe, i sorrisi. Una Roma che non smette mai di far innamorare.
Il Natale, in questo scenario, diventa cinema nel cinema. Due alberi diventano installazioni: uno nella lobby, uno nella corte. A firmarli, il reparto costruzioni scenografiche di Cinecittà guidato da Simona Balducci. “L’Albero delle Pellicole” brilla al centro dell’ingresso: bobine, fotogrammi e scatti provenienti dall’Archivio Luce Cinecittà raccontano la storia della città e del cinema italiano. Le immagini, selezionate per l’occasione, restano sospese come memoria viva, accompagnando gli ospiti in un percorso che emoziona e sorprende.
Nel cortile, invece, “L’Albero Maestro” nasce dal legno delle storiche “cavalle”: elementi tecnici che diventano simbolo di creatività e rinascita. È un albero scultoreo, materico, imperfetto come lo sono le storie più belle.
E poiché ogni storia merita un brindisi, ecco l’esperienza del Cielo Bar: Lights, Camera, Cocktails – Once Upon a Time at Cielo Bar. Il Director of Mixology Simone Di Serio ha creato una cocktail list ispirata alla golden age del cinema. Nomi evocativi, ingredienti ricercati e un rituale di degustazione che trasforma ogni drink in una scena.
Dal Cinespritz al Notte a Cinecittà, passando per La Diva, Sunset Boulevard, Midnight Filming, Camera Rolling Action!, Sotto il cielo di Roma, Set Lights e Anita: ogni sorso è memoria, atmosfera, colonna sonora.
Il progetto non vive solo nelle luci e nella scenografia: vive nelle persone che lo hanno celebrato ieri sera durante una preview esclusiva. Tra gli ospiti presenti Alessandro Onorato, Federico Mollicone, Giorgio Carlo Brugnoli, Lorenza Lei, Gabriella Bontempo, Francesca Via, Paola Malanga, Paolo Del Brocco, Monica Maggioni, Gabriele Muccino, Samuel Peron, Pappi Corsicato, Dante Ferretti, Francesco Rutelli, Barbara Palombelli, Sveva Alviti, Anna Gricini, Antonio Saccone e Manuela Cacciamani.
A fare da cornice, l’eleganza senza tempo dell’Hotel de la Ville: 104 camere e suite, un design firmato da Tommaso Ziffer con Olga Polizzi che reinterpreta il Grand Tour con un’estetica contemporanea, una regia culinaria affidata a chef Fulvio Pierangelini e una spa — la Irene Forte Spa — che resta una delle destinazioni wellness più amate della capitale.












Eppure, ciò che colpisce non è solo la cura estetica, ma l’emozione sotterranea che attraversa ogni stanza. Qui si percepisce il respiro degli artigiani, dei costumisti, dei registi: una comunità creativa che continua a scrivere la storia del cinema mondiale. Gli ospiti camminano tra fotografie rare, drappi scenici, oggetti iconici e simboli riconoscibili: tutto diventa racconto.
Passeggiare tra gli ambienti significa ritrovare una Roma reale e allo stesso tempo immaginata. Una Roma intima e universale, dove convivono Fellini e Wyler, Sorrentino e Rossellini, Audrey Hepburn e Marcello Mastroianni. Ogni stanza è un tempo sospeso, un fotogramma proiettato in scala reale.
Nelle suite, le finestre si affacciano sulla città come fossero inquadrature studiate. I tetti, le cupole, le terrazze, i silenzi del mattino o i rumori della notte diventano colonna sonora naturale. Chi sceglie di soggiornare qui non cerca solo un luogo dove dormire, ma un’esperienza culturale immersiva.
Il personale accoglie con discrezione e calore, coerente con l’anima del progetto: qui l’ospitalità è narrazione, cura, regia silenziosa. Ogni dettaglio — un vassoio in camera, un profumo d’ambiente, un colore scelto — partecipa al racconto.
Il progetto è anche una dichiarazione: Roma non smette di essere fucina creativa, luogo di ispirazione, capitale del talento. E Cinecittà conferma il suo ruolo: non solo set storico, ma laboratorio contemporaneo in continua evoluzione.
Per chi visita Roma durante il periodo natalizio, l’esperienza diventa un viaggio nel viaggio. Si può partire da Piazza di Spagna, salire pochi passi e immergersi in questo universo che celebra la storia del cinema e la bellezza della capitale. E mentre fuori si accendono le luci della città, dentro brillano quelle del racconto, con la promessa che — almeno qui — la magia non smetterà mai di esistere.





